
Marettimo: guida completa a cosa vedere, trekking panoramici e cale da non perdere
Marettimo, la più selvaggia delle Isole Egadi, è un luogo che si esplora con calma: a piedi lungo i sentieri panoramici o dal mare, tra grotte e calette nascoste. In questa guida completa fornitaci da Parco degli Aromi, hotel a Valderice (TP), scoprirai cosa vedere a Marettimo, come arrivare, i migliori percorsi di trekking, le cale più belle e le regole dell’Area Marina Protetta Egadi, così da vivere l’isola nel rispetto della natura.
Perché Marettimo è diversa dalle altre Egadi
Marettimo si trova al largo di Trapani, all’estremità occidentale della Sicilia. È la più montuosa e verde delle Isole Egadi, un’isola rocciosa che raggiunge i 686 metri di quota con il Pizzo Falcone. Il suo fascino sta nella combinazione di mare e montagna, dove il turismo resta discreto e i ritmi lenti.
Fa parte dell’Area Marina Protetta delle Egadi, istituita nel 1991 e gestita dal Comune di Favignana dal 2001: con i suoi 53.992 ettari, è la più grande del Mediterraneo. Le migliori stagioni per visitarla sono primavera e autunno, ideali per escursioni e mare calmo. In estate, invece, il sole e il vento — spesso maestrale o scirocco — rendono necessario pianificare con cura cammini e traversate.
Come arrivare a Marettimo e come muoversi sull’isola
Per capire come arrivare a Marettimo, bisogna sapere che non ha aeroporto né collegamenti diretti con la terraferma. Gli aliscafi Liberty Lines partono ogni giorno da Trapani, con traversate di circa 50–60 minuti, e da Marsala in alta stagione. Esistono anche traghetti Siremar o Caronte & Tourist, più lenti (circa 3 ore), ma utili per trasportare bagagli voluminosi o biciclette.
Marettimo è collegata anche a Favignana e Levanzo, permettendo facili spostamenti tra le isole dell’arcipelago. Una volta sbarcati, ci si muove esclusivamente a piedi: il borgo è raccolto e i sentieri partono direttamente dal paese. Per esplorare le cale e le grotte è possibile affidarsi ai barcaioli locali, che offrono taxi del mare e giri dell’isola, sempre subordinati alle condizioni del vento. In estate è consigliabile prenotare con anticipo e controllare eventuali cancellazioni dovute al mare mosso.
Cosa vedere a Marettimo: borgo, storia e panorami
Chi cerca cosa vedere a Marettimo non troverà musei o locali affollati, ma percorsi nella storia e panorami spettacolari. Dal porto parte il sentiero che sale alle Case Romane, resti di un antico presidio romano con una piccola chiesetta normanna immersa nel verde. Da qui si gode una vista ampia su Favignana, Levanzo e la costa di Trapani: il momento migliore è la mattina, con la luce radente.
Sul versante nord sorge il Castello di Punta Troia, un fortino medievale trasformato in carcere borbonico e oggi sede del Museo delle Carceri e dell’Osservatorio della Foca monaca. Si può raggiungere via mare oppure a piedi con un sentiero panoramico, ma in alcuni tratti stretto ed esposto: servono scarpe da trekking e acqua. Informati sempre sugli orari di visita, che cambiano a seconda della stagione.
Trekking a Marettimo: i migliori sentieri panoramici
Per gli appassionati di cammino, il trekking a Marettimo è una delle esperienze più suggestive delle Egadi. Tre percorsi principali offrono punti di vista diversi sull’isola.
Il primo collega il paese alla Carcaredda e al faro di Punta Libeccio, passando per pinete e costoni rocciosi. Il tragitto richiede circa due ore e termina a Cala Nera, ideale per un bagno rinfrescante tra scogli e rocce laviche.
Il secondo itinerario, più impegnativo, porta al Castello di Punta Troia lungo la costa nord: un sentiero panoramico ma esposto, da affrontare con meteo stabile e passo sicuro.
Infine, la salita al Pizzo Falcone (686 m) è il percorso più spettacolare: un’escursione di 4–5 ore complessive, con dislivello di circa 600 metri e panorama totale sull’arcipelago. È consigliabile partire all’alba e rientrare prima del pomeriggio, quando il sole rende i tratti scoperti faticosi.
Tutti i sentieri di Marettimo sono segnalati ma spesso isolati: serve autonomia, acqua e attenzione alle condizioni del terreno.
Cale di Marettimo: dove fare il bagno e come raggiungerle
Le cale di Marettimo sono selvagge e prive di servizi, ma di una bellezza rara. Alcune si raggiungono via terra, altre solo via mare.
Tra le più accessibili c’è Praia dei Nacchi, a venti minuti dal borgo lungo un sentiero che parte dal cimitero. È una piccola spiaggia di ciottoli, tranquilla e con ombra nel pomeriggio. Sul lato occidentale, ai piedi del faro di Punta Libeccio, si trova Cala Nera, suggestiva per il contrasto tra le rocce scure e il blu profondo del mare.
Le cale di Scalo Maestro e Cala Manione, ai piedi di Punta Troia, sono raggiungibili con un sentiero ripido o via barca, mentre le celebri grotte di Marettimo — Grotta del Cammello, Grotta del Presepe, Grotta della Pipa, Grotta Tuono, Grotta Bombarda — si esplorano esclusivamente con guide locali e mare calmo. Le ore migliori sono la mattina, quando la luce entra a riflettere sulle pareti.
Ricorda: non ci sono stabilimenti né ombra, quindi porta sempre acqua, scarpette da scoglio e sacchetto per i rifiuti. È vietato ancorare sulla Posidonia: usa i gavitelli predisposti dall’Area Marina Protetta Egadi.
L’Area Marina Protetta Egadi: regole da conoscere
Visitare Marettimo significa entrare nel cuore dell’Area Marina Protetta Isole Egadi, che tutela mare e costa in quattro zone: A (riserva integrale), B (generale), C (parziale) e D (protezione). In alcune aree è vietato l’accesso, in altre la navigazione e l’ormeggio sono consentiti solo con permesso giornaliero.
Chi vuole fare immersioni, snorkeling o pesca ricreativa deve richiedere un’autorizzazione tramite il portale ufficiale dell’AMP, dove si trovano mappa e regolamento aggiornati. Le regole servono a proteggere un ecosistema unico di praterie di Posidonia, cavallucci marini e foche monache, tornate a frequentare queste acque.
Prima di ogni escursione o giro in barca, consulta il sito dell’AMP Egadi: navigare senza permesso o ancorare in area vietata comporta sanzioni salate.
Itinerari consigliati: Marettimo in 2 o 3 giorni
Con due giorni a Marettimo, puoi dedicare il primo alla visita del borgo, alle Case Romane e al Castello di Punta Troia, mentre il secondo giorno percorri il sentiero verso Punta Libeccio e concludi con un giro in barca tra le grotte marine.
Con tre giorni pieni, aggiungi la salita al Pizzo Falcone o un itinerario via mare verso le cale più riparate dal vento. Con maestrale conviene restare sul versante sud-est; con scirocco, invece, esplorare le coste settentrionali. Pianificare in base al vento è la chiave per godersi l’isola senza imprevisti.
Consigli utili e sicurezza per il trekking a Marettimo
Marettimo è un’isola selvaggia e priva di servizi fuori dal borgo. Prima di partire per un’escursione, assicurati di avere acqua (almeno 2–3 litri), cappello, crema solare, snack e una torcia. Le scarpe da trekking sono indispensabili anche sui sentieri più brevi, e le scarpette da scoglio utili nelle calette.
Evita di camminare nelle ore centrali del giorno, controlla sempre vento e mare e comunica a qualcuno l’itinerario scelto. Rispetta i tracciati, non calpestare la vegetazione e riporta indietro ogni rifiuto. In caso di emergenza, il numero unico è il 112, mentre per informazioni ambientali e permessi puoi contattare l’AMP Egadi o il Comune di Favignana.
Marettimo, un’isola da scoprire a passo lento
In questa guida abbiamo visto cosa vedere a Marettimo, i percorsi di trekking più belli, le cale da non perdere e le regole essenziali dell’Area Marina Protetta Egadi.
Ma il modo migliore per conoscere Marettimo resta quello più semplice: camminare, osservare e rispettare. È un’isola che si offre solo a chi accetta i suoi ritmi, fatta per chi ama il mare pulito, i silenzi e l’essenzialità di un luogo rimasto autentico.
Marettimo non è una meta di passaggio: è un’esperienza che si conquista un passo alla volta, con i piedi a terra e il mare negli occhi.