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ROMA - Le terapie non convenzionali (omeopatia, fitoterapia, agopuntura,
ecc), in Italia sono ancora poco utilizzate. Con
una percentuale che non supera il 16% di estimatori, infatti, l'Italia
si colloca ai livelli più bassi delle medie europee.
Altri Paesi registrano infatti tassi di utilizzo ben maggiori: oltre
il 25% della popolazione europea, secondo alcune stime, avrebbe
infatti ricorso almeno una volta, nell'arco di un anno, ad un tipo
di terapia non convenzionale.
Il trend italiano è, tuttavia, in crescita
al punto che dal 1991 al 1999 gli italiano che si rivolgono a queste
terapie sono raddoppiati di numero. Lo dicono i risultati dell'indagine
Istat, "Condizione di salute e ricorso ai servizi sanitari",
che si inquadra nel Progetto nazionale sulle terapie non convenzionali,
coordinato dall'Istituto superiore di Sanità.
L'inchiesta, che ha coinvolto 30.000 famiglie e un totale di circa
70.000 persone, fornisce i primi dati certi sul ricorso alle medicine
alternative da parte dei cittadini italiani.
Il profilo dell'utilizzatore tipo corrisponde a quello di una donna
di età media (tra i 35 e i 45 anni), di buon livello
culturale, che vive nel Nord-est o comunque non più giù
del Centro.
Sono le donne, infatti, a vedere con occhio più favorevole
la possibilità di ricorrere a un rimedio alternativo alla
medicina ufficiale per recuperare o mantenere la salute.Almeno una
donna su quattro nella fascia d'età 35-44 anni sceglie questa
strada, mentre lo fa solo un uomo su sei.
Le differenze di genere si notano anche nella scelta del tipo di
rimedio: le donne preferiscono l'omeopatia (10,2% contro 6,1% degli
uomini) e la fitoterapia (5,9% contro 3,7%).Quasi identiche, invece,
le preferenze per i massaggi e le manipolazioni: 7,6% le donne e
6,4% gli uomini.
Chi fa questo tipo di scelta ricorre ad agopuntura e trattamenti
manuali soprattutto per migliorare la qualità della vita
ed alleviare il dolore, mentre il ricorso all'omeopatia non appare
associato ad alcuna condizione patologica.
Anche in famiglia sono le donne a scegliere, per esempio somministrando
rimedi alternativi anche ai bambini: il 9,2% dei
ragazzi fino ai 14 anni ha provato un trattamento non convenzionale,
ci dice l'Istat, ma i bambini tra i 3 ed i 5 anni hanno sperimentato
l'omeopatia nel 10,4% dei casi. Tra le motivazioni addotte per questa
scelta, la speranza che siano trattamenti meno tossici
(71%), mentre ben il 26% delle persone ha detto di credere che
siano l'unica possibilità di trattamento per alcuni tipi
di malattie; il 20,5% attribuisce invece loro una maggiore
efficacia e il 13,2% afferma che queste terapie
consentono un miglior rapporto tra medico e paziente.
Un terzo circa che si avvicina a questo tipo di trattamenti lo
fa per iniziativa individuale mentre un terzo lo fa perché
influenzato dal consiglio di altri utilizzatori.
Molto spesso, infine, è un medico a spingere il
paziente ad optare per un trattamento non tradizionale,
soprattutto nel caso di persone molto anziane che si affidano all'agopuntura
come all'omeopatia solo se "autorizzate" dal proprio medico
di fiducia.
Tra gli italiani che non hanno mai provato un rimedio non convenzionale,
quasi il 40% dichiara comunque di considerarle positivamente,
i contrari sono il 23% ma coloro che dichiarano di non sapere esprimere
un giudizio sono ben il 34%.
Giovanni Carinto |